In risposta ad una mia nota di chiarificazione circa la pubblicazione e diffusione di una storia non autorizzata del Centro Culturale Lepanto (CCL) dal titolo “Cattolici senza compromessi – il Centro Culturale Lepanto (1982 – 2006) di Tommaso Monfeli, mi è stato fatto notare che nella situazione di grande crisi e confusione in cui ci troviamo in questo momento storico, forse non era il caso di convogliare energie in questioni di tal genere, che è bene rimangano confinate nella sfera privata.
In linea di principio, il rimprovero non sarebbe infondato. Però dato che siamo in questa confusione, fare chiarezza in questo momento risponde proprio ad una elementare esigenza di verità e giustizia, tanto più che una iniziativa pubblica come la stampa e diffusione di un libro, richiede necessariamente una risposta ugualmente pubblica, oltre che privata.
Inoltre, per i motivi che più oltre illustrerò, è in gioco anche il buon nome e l’immagine del CCL, che io a tutti gli effetti ancora rappresento, e quindi la tutela della memoria di quanti non sono più tra noi, come i mai sufficientemente compianti fratelli Fabio e Claudio Bernabei.
Già avolte in passato è successo che il CCLsi sia trovato costretto a prendere le distanze dal suo ex-presidente, il prof. Roberto de Mattei, in merito a certe prese di posizione estranee alla linea dell’Associazione, ma che ci risultava venivano anche ad essa attribuite per la confusione creata dal nome Lepanto.
Ora, dopo tanti anni, si poteva pensare che fosse ormai chiaro che il professor de Mattei non aveva più nulla a che fare con il CCL.
Invece sconsolatamente devo prendere atto che lui ancora insiste a volersi identificare con il CCL, nonostante se ne sia andato nel 2006, come dimostra non solo con il libro di cui sopra, ma anche con quanto mi accingo adesso a spiegare.
Parecchi mesi fami giungeva una email che pubblicizzava un libro delprof. de Mattei dal titolo Love for the Papacy and FilialResistance to the Pope in the History of the Church, evidentemente rivolto al pubblico di lingua inglese, ma pubblicizzato anche sull'agenzia di stampa Corrispondenza Romana (https://www.corrispondenzaromana.it/international-news/roberto-de-mattei-on-resisting-the-pope-in-the-modern-age/), di cui è direttore lo stesso de Mattei.
Come confermato dalla casa editrice del libro, Angelico Press, nel breve profilo dell'autore figura la frase che egli è "director of the Lepanto Cultural Center in Rome".
Con un comunicato stampa smentivo una qualunque attuale appartenenza di de Mattei al CCL, tanto meno in qualità di direttore, carica mai esistita in seno all’Associazione. È vero che de Mattei è stato socio fondatore e presidente del CCL, ma solo fino al 2006, quando decideva di dimettersi da entrambe le cariche.
Nella sua risposta, l’Angelico Press declinava qualunque responsabilità, affermando che quel profilo non era farina del loro sacco, ma proveniva dal traduttore e quindi in sostanza dallo stesso autore.
Alla mia richiesta di rettifica, mi veniva risposto che il libro era già stato stampato e quindi non c’era nulla da fare. Né sarebbe stato possibile informare con una breve comunicazione i contatti del loro indirizzario. Al massimo potevano intervenire sul testo utilizzato su Amazon, cosa che però a tutt’oggi non è stata ancora fatta, come si può vedere qui:
https://www.amazon.it/Papacy-Filial-Resistance-History-Church/dp/162138456X
Ma il danno purtroppo era destinato ad ampliarsi a macchia d’olio, particolarmente in ambito cattolico anglofono di orientamento tradizional-conservatore.
Infatti, nei commenti relativi ad un'intervista a Peter Kwasniewski, RebuildingAuthenticCatholicismupon the Ruins of the Conciliar Experiment, apparsa sul blog New LiturgicalMovement (13 maggio 2019) in cui si cita come fonte il mensile Radici Cristiane diretto da de Mattei, si faceva riferimento ad un libretto attribuito alla Lepanto Foundation di de Mattei dal titolo Faithful Children of the Church CatholicObedience in Times of Apostasy. Stando a questi commenti, il libretto avrebbe sostenutola invalidità del NovusOrdo, ossia la forma ordinaria della messa.
Ecco il link:
http://www.newliturgicalmovement.org/2019/05/rebuilding-authentic-catholicism-upon.html?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+TheNewLiturgicalMovement+%28New+Liturgical+Movement%29#.XNnIWqKE5PY
Probabilmente a seguito del comunicato di cui sopra, alcuni dei commenti venivano rimossi, ma il danno era ormai fatto. Infatti, il CCL non ha mai avuto una posizione ufficiale di questo genere, né prima né tanto meno dopo la gestione di de Mattei. Pur non avendo mai fatto mistero di apprezzare e promuovere il rito “straordinario”, il CCL non ha mai messo in dubbio la validità di quello “ordinario” celebrato in conformità alle norme e rubriche vigenti.
Io non ho ancora preso visione di questo libretto, ma alcuni miei contatti in ambito anglofono mi hanno detto che in realtà non vi figura alcuna contestazione della validità del NovusOrdo e la cosa non può che farmi piacere. Resta però il dispiacereper quanti, avendo letto quei commenti prima che venissero rimossi, fossero rimasti con l’impressione che il CCL sia fautore di una posizione che non gli è mai appartenuta.
19 marzo 2020, festa di San Giuseppe, patrono della Chiesa universale
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