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Vaccini anti-covid: ancora una volta il Centro Culturale Lepanto (CCL) si vede costretto a prendere le distanze dal prof. de Mattei, presidente della Fondazione Lepanto (FL)



E’ con grande pena e tristezza che ancora una volta ci vediamo costretti a prendere le distanze dal professor de Mattei e dalla sua Fondazione Lepanto, a motivo della sua presa di posizione a favore dell’uso dei vaccini prodotti da linee cellulari di feti abortiti volontariamente.

Infatti, fin troppe volte abbiamo riscontrato che le persone con cui entriamo in contatto, tendono ad associare automaticamente il Centro alla Fondazione, con tutte le conseguenze del caso e quindi dando per scontato che abbiano le stesse posizioni.

Invece torniamo ancora una volta a ribadire che nel 2006 il de Mattei si dimise da presidente del Centro sbattendo la porta, nel 2007 sostituì la vecchia Fondazione Lepanto inizialmente nata come costola del Centro con una nuova fondazione e quindi non ha più nulla a che vedere con quest’ultimo.

Pertanto noi come Centro ci dissociamo nel modo più assoluto dal pensiero del de Mattei secondo il quale a certe condizioni l’uso dei suddetti vaccini è moralmente lecito. Per noi invece rimane sempre moralmente inaccettabile, così come indicato nel documento diffuso il 12 dicembre 2020 da cinque presuli, l’arcivescovo metropolita emerito di Riga (Lettonia) cardinale Janis Pujats, l’arcivescovo metropolita dell’arcidiocesi di Maria Santissima a Astana (Kazakistan)Tomash Peta, l’arcivescovo-vescovo emerito di Karaganda (Kazakistan) Jan Pawel Lenga, il vescovo di Tyler (USA) Joseph E. Strickland e il vescovo ausiliare dell’arcidiocesi di Maria Santissima a Astana (Kazakistan) Athanasius Schneider.

Secondo quanto fa notare don Elia nel suo blog “la scure di Elia", “Il cosiddetto vaccino, nell’opera della Provvidenza, sta funzionando come un setaccio che separa la sabbia dall’oro: chi lo approva passa attraverso la rete e va disperso, rivelandosi per quello che è sia sul piano umano che su quello spirituale; chi lo rifiuta, invece, è trattenuto e conservato a motivo della sua autenticità, sia rispetto alla fede che rispetto alla ragione. Non torno sugli evidentissimi motivi, scientifici e morali, che esigono tale rifiuto; essi non vengono colti solo da chi ha deciso a priori di nasconderli a sé e agli altri dietro vani artifici intellettuali, oppure da chi si è lasciato a tal punto manipolare dai media da aver completamente perso di vista la realtà oggettiva. Tutti gli uomini sono così di fronte a un bivio che li obbliga a scegliere se andare da una parte o dall’altra. In gioco non c’è soltanto l’incolumità fisica, ma pure la coerenza con la verità e, di conseguenza, la salvezza eterna. È una questione su cui non si può assolutamente cedere, poiché il minimo compromesso può provocare il crollo di tutto l’edificio, culturale, sociale e religioso".

http://lascuredielia.blogspot.com/2021/01/il-setaccio-dei-veri-cristiani-dividet.html#comment-form

E’ poi comunque doveroso ricordare che la necessità di queste smentite è una conseguenza della confusione creata dalla caparbia ostinazione con cui il de Mattei continua imperterrito a vantare una inesistente continuità e/o associazione della sua Fondazione con il nostro CCL.

Alla fine del 2019 il de Mattei pubblicava perfino un libro sulla storia del CCL negli anni della sua presidenza, dalla fondazione nel 1982 fino al 2006, proclamandosi detentore della sua eredità ideale, quasi ne fosse stato e continuasse ad esserne una sorta di padrone assoluto. Una storia “non autorizzata" e da noi a più riprese contestata in questo sito per le sue inesattezze, omissioni e incongruenze. Il de Mattei è arrivato fino al punto, in un recente libro uscito in lingua inglese, di spacciarsi nel suo breve profilo biografico come attuale "director of the Lepanto Cultural Center in Rome", tra l’altro una carica mai esistita in seno al CCL. Così da un lato nella sua storia del Centro dà quest’ultimo per defunto, ma in un suo recente scritto pubblicato in America se ne proclama addirittura attuale titolare di una carica mai esistita.

Una confusione vieppiù accresciuta da altri fattori, come ad esempio la pubblicazione del periodico Lepanto, che continua ad uscire con una copertina su cui risalta il crociato simbolo del Centro, che il de Mattei usa anche per promuovere i libri di “Edizioni Fiducia, anche se in un formato più ridotto. Se fosse stato pienamente coerente con il senso delle sue dimissioni da presidente e socio fondatore, avrebbe dovuto rinunciarvi, financo allo stesso uso del nome Lepanto.

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